La tranvia Firenze-Prato compie un nuovo passo formale e politico: la Regione ha presentato la procedura pubblica per affidare la progettazione del lotto Prato-Campi Bisenzio, aprendo di fatto una fase decisiva per uno dei collegamenti più attesi della Piana.
Il primo stanziamento per questa fase è di 9,5 milioni di euro, mentre il quadro complessivo dell’intervento vale 489 milioni, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al progetto definitivo entro la primavera del 2027 e di aprire i cantieri all’inizio del 2028.
Che cosa cambia con il nuovo progetto
La tratta messa ora al centro dell’operazione collegherà la stazione centrale di Prato a Villa Montalvo, nel territorio di Campi Bisenzio, e sarà accompagnata anche dallo studio di fattibilità per il prolungamento verso l’aeroporto di Peretola.
Il disegno complessivo punta a integrare il nuovo asse con il sistema tranviario fiorentino e con la rete della Piana, rafforzando un corridoio di mobilità destinato a servire aree residenziali, produttive e poli di interscambio oggi fortemente congestionati.
Numeri e caratteristiche della linea
Il collegamento Prato-Campi Bisenzio è pensato come una tranvia veloce lunga 8,3 chilometri, con frequenze previste di 4 minuti nel tratto urbano e 8 minuti in quello extraurbano.
La velocità massima potrà arrivare a 50 chilometri orari in ambito urbano e fino a 100 chilometri orari fuori dai centri più densi, mentre i veicoli avranno una lunghezza di 42 metri e una capienza fino a 240 passeggeri.
Il tracciato e le opere previste
Dal capolinea in piazza Stazione Centrale a Prato, la linea seguirà ponte alla Vittoria, viale Vittorio Veneto, via Tacca, via Ferrucci, viale della Repubblica e via Berlinguer, per poi proseguire verso Campi Bisenzio fino al capolinea oltre Villa Montalvo.
Nel pacchetto delle opere rientrano tre nuovi viadotti, un deposito e quattro parcheggi scambiatori, infrastrutture considerate essenziali per sostenere un servizio che, secondo le simulazioni, potrebbe superare i 71 mila passeggeri al giorno e i 21,3 milioni l’anno.
I territori serviti
La nuova linea attraverserà anche aree oggi considerate scoperte o debolmente collegate dal trasporto pubblico, compresi quartieri popolari e zone produttive come il Macrolotto, oltre a centri come Paperino, San Giorgio e Mezzana.
È proprio su questo punto che il progetto gioca una parte della sua forza: non solo un collegamento tra Firenze e Prato, ma un’infrastruttura capace di cucire insieme i margini urbani e industriali della Piana.
Le prossime tappe
La partita adesso si sposta sulla progettazione definitiva, sui pareri tecnici e sulla copertura finanziaria dell’opera, con la Regione che guarda sia ai fondi nazionali sia alle risorse europee della programmazione successiva.
Se il cronoprogramma sarà rispettato, il 2027 dovrà essere l’anno del progetto definitivo e il 2028 quello dell’apertura dei lavori, trasformando un annuncio di lungo corso in un cantiere reale per il sistema di mobilità dell’area metropolitana toscana.
